Traduzione di Paragrafo 19, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Paucis post diebus Caesar auctor senatui fuit Vitellio atque Veranio et Servaeo sacerdotia tribuendi: Fulcinio suffragium ad honores pollicitus monuit ne facundiam violentia praecipitaret. Is finis fuit ulciscenda Germanici morte, non modo apud illos homines qui tum agebant etiam secutis temporibus vario rumore iactata. Adeo maxima quaeque ambigua sunt, dum alii quoquo modo audita pro compertis habent, alii vera in contrarium vertunt, et gliscit utrumque posteritate. At Drusus urbe egressus repetendis auspiciis mox ovans introiit. Paucosque post dies Vipsania mater eius excessit, una omnium Agrippae liberorum miti obitu: nam ceteros manifestum ferro vel creditum est veneno aut fame extinctos.

Traduzione all'italiano


Pochi giorni dopo, Tiberio propose al senato di conferire cariche sacerdotali a Vitellio, Veranio e Serveo; nel promettere il suo appoggio a Fulcinio per la carriera politica, lo ammonì a non compromettere la sua abilità oratoria con l'impulsiva veemenza. E con ciò si esaurirono gli atti intesi a vendicare Germanico, la cui morte fu oggetto di disparati commenti non solo da parte dei contemporanei, ma ancora nei tempi successivi. Tale, in verità, è l'ambiguo volto degli avvenimenti più importanti, poiché alcuni tengono per certo ciò che hanno sentito dire, qualunque ne sia la fonte, mentre altri rovesciano la verità nel suo contrario: duplice deformazione che i posteri gonfiano. Druso, uscito da Roma per rinnovare gli auspici, vi rientrò subito dopo, accolto dall'ovazione. Pochi giorni dopo si spense sua madre Vipsania, di morte naturale, e fu l'unica di tutti i figli di Agrippa: tutti gli altri vennero notoriamente assassinati o perirono per veleno o per fame.