Traduzione di Paragrafo 15, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Eadem Plancinae invidia, maior gratia; eoque ambiguum habebatur quantum Caesari in eam liceret. Atque ipsa, donec mediae Pisoni spes, sociam se cuiuscumque fortunae et si ita ferret comitem exitii promittebat: ut secretis Augustae precibus veniam obtinuit, paulatim segregari a marito, dividere defensionem coepit. Quod reus postquam sibi exitiabile intellegit, an adhuc experiretur dubitans, hortantibus filiis durat mentem senatumque rursum ingreditur; redintegratamque accusationem, infensas patrum voces, adversa et saeva cuncta perpessus, nullo magis exterritus est quam quod Tiberium sine miseratione, sine ira, obstinatum clausumque vidit, ne quo adfectu perrumperetur. Relatus domum, tamquam defensionem in posterum meditaretur, pauca conscribit obsignatque et liberto tradit; tum solita curando corpori exequitur. Dein multam post noctem, egressa cubiculo uxore, operiri foris iussit; et coepta luce perfosso iugulo, iacente humi gladio, repertus est.

Traduzione all'italiano


Egualmente odiata era Plancina, ma più protetta, sicché non appariva ben chiaro quanto potere avesse su di lei Tiberio. Costei, finché Pisone ebbe discrete speranze, prometteva che sarebbe rimasta al suo fianco di fronte a qualsiasi evenienza e che, se doveva succedere, gli sarebbe stata compagna nella morte; ma quando, per le segrete intercessioni di Augusta, fu certa di salvarsi, cominciò a staccarsi, poco alla volta, dal marito e a condurre una propria linea di difesa. Pisone capì, da ciò, che per lui era finita ed era in dubbio se continuare a lottare, ma, su pressione dei figli, si fa forza e si presenta di nuovo in senato. Là ebbe a subire la ripresa dell'accusa, le espressioni di ostilità dai senatori, una atmosfera satura di spietata avversione, ma nulla lo paralizzò tanto quanto il vedere Tiberio senza pietà, senza collera, fermo e impenetrabile, senza ombra di emozioni. Ricondotto a casa, quasi preparasse la difesa per il giorno dopo, scrive poche righe, le sigilla e le consegna a un liberto; poi attende alle solite cure della propria persona. A notte tarda, quando la moglie fu uscita dalla camera, ordinò di chiudere la porta; all'alba lo trovarono con la gola trapassata e la spada sul pavimento.