Traduzione di Paragrafo 76, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Adfluebant centuriones monebantque prompta illi legionum studia: repeteret provinciam non iure ablatam et vacuam. Igitur quid agendum consultanti M. Piso filius properandum in urbem censebat: nihil adhuc inexpiabile admissum neque suspiciones imbecillas aut inania famae pertimescenda. Discordiam erga Germanicum odio fortasse dignam, non poena; et ademptione provinciae satis factum immicis. Quod si regrederetur, obsistente Sentio civile bellum incipi; nec duraturos in partibus centuriones militesque apud quos recens imperatoris sui memoria et penitus infixus in Caesares amor praevaleret.

Traduzione all'italiano


Accorrevano numerosi i centurioni e gli assicuravano il pronto appoggio delle legioni: doveva tornare nella provincia ingiustamente toltagli e senza guida. E mentre valutava il da farsi, il figlio Marco Pisone gli suggeriva di affrettare il ritorno a Roma: fino ad allora non era accaduto nulla di irreparabile e non esistevano motivi per temere sospetti inconsistenti e dicerie infondate; i dissensi con Germanico potevano meritare odio, non però una pena; e poi l'estromissione dalla provincia aveva già dato abbastanza soddisfazione ai suoi nemici. Se invece vi ritornava, dall'opposizione di Senzio poteva nascere una guerra civile; né avrebbero resistito a lungo dalla sua parte centurioni e soldati, nei quali avrebbe finito per prevalere il ricordo ancora fresco del loro comandante e la devozione radicata verso i Cesari.