Traduzione di Paragrafo 70, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Ea Germanico haud minus ira quam per metum accepta. Si limen obsideretur, si effundendus spiritus sub oculis inimicorum foret, quid deinde miserrimae coningi, quid infantibus liberis eventurum? Lenta videri veneficia: festinare et urgere, ut provinciam, ut legiones solus habeat. Sed non usque eo defectum Germanicum, neque praemia caedis apud interfectorem mansura. Componit epistulas quis amicitiam ei renuntiabat: addunt plerique iussum provincia decedere. Nec Piso moratus ultra navis solvit moderabaturque cursui quo propius regrederetur si mors Germanici Syriam aperuisset.

Traduzione all'italiano


Queste notizie erano vissute da Germanico non meno con ira che con sgomento. Se la porta di casa sua era sorvegliata, se gli toccava spirare sotto gli occhi dei suoi avversari, quale destino sarebbe dunque toccato alla infelicissima consorte e ai figli ancora piccoli? Lento pareva l'effetto del veleno: Pisone dunque accelerava, anzi precipitava la fine, per avere da solo la provincia e le legioni. Ma Germanico non era ancora a tal punto finito, e l'assassino non avrebbe goduto il premio del delitto. Scrive una lettera a Pisone, con cui tronca la sua amicizia; molti aggiungono che contenesse l'ordine di lasciare la provincia. Pisone, senza più indugiare, s'imbarcò per andarsene, ma veleggiava senza fretta, pronto a tornare da località non distanti, se la morte di Germanico gli avesse aperto la Siria.