Traduzione di Paragrafo 68, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Per idem tempus Vonones, quem amotum in Ciliciam memoravi, corruptis custodibus effugere ad Armenios, inde Albanos Heniochosque et consanguineum sibi regem Scytharum conatus est. Specie venandi omissis maritimis locis avia saltuum petiit, mox pernicitate equi ad amnem Pyramum contendit, cuius pontes accolae ruperant audita regis fuga, neque vado penetrari poterat. Igitur in ripa fluminis a Vibio Frontone praefecto equitum vincitur, mox Remmius evocatus, priori custodiae regis adpositus, quasi per iram gladio cum transigit. Unde maior fides conscientia sceleris et metu indicii mortem Vononi inlatam.

Traduzione all'italiano


In quello stesso tempo Vonone, di cui ho ricordato il confino in Cilicia, corrotte le guardie, tentò di raggiungere l'Armenia e da lì gli Albani e gli Eniochi, per poi arrivare al re degli Sciti, suo parente. Allontanatosi dal litorale col pretesto di una caccia, si addentrò tra gli intrichi di zone boscose, per poi dirigersi al galoppo al fiume Piramo, ma la gente del luogo, alla notizia della fuga del re, aveva tagliato i ponti, e guadare il fiume era impossibile. Sicché Vonone viene catturato sulla riva del fiume dal prefetto della cavalleria Vibio Frontone; ma poi Remmio, un veterano richiamato in servizio, cui in precedenza era stata affidata la custodia del re, lo trapassò, come in un impeto d'ira, con la spada. Il gesto rafforzò la convinzione che fosse suo complice e che avesse dato la morte a Vonone nel timore di sue rivelazioni.