Traduzione di Paragrafo 67, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Flaccus in Thraeciam transgressus per ingentia promissa quamvis ambiguum et scelera sua reputantem perpulit ut praesidia Romana intraret. Circumdata hinc regi specie honoris valida manus, tribunique et centuriones monendo, suadendo, et quanto longius abscedebatur, apertiore custodia, postremo gnarum necessitatis in urbem traxere. Accusatus in senatu ab uxore Cotyis damnatur, ut procul regno teneretur. Thraecia in Rhoemetalcen filium, quem paternis consiliis adversatum constabat, inque liberos Cotyis dividitur; iisque nondum adultis Trebellenus Rufus praetura functus datur qui regnum interim tractaret, exemplo quo maiores M. Lepidum Ptolemaei liberis tutorem in Aegyptum miserant. Rhescuporis Alexandriam devectus atque illic fugam temptans an ficto crimine interficitur.

Traduzione all'italiano


Passato in Tracia, Flacco, con grandi promesse, lo indusse, benché insicuro e consapevole delle proprie colpe, a recarsi presso un presidio romano di confine. Qui, con l'apparente intenzione di rendergli onore, lo attorniano una consistente scorta militare e cosÏ pure i tribuni e i centurioni, con l'aria di volerlo rassicurare e consigliare; e intanto più scoperta si fa la sorveglianza quanto più si allontanano dal confine, sino a che lo trascinarono a Roma, conscio del suo destino. Accusato in senato dalla moglie di Coti, fu condannato all'esilio in una sede lontana dal regno. La Tracia viene suddivisa tra suo figlio Remetalce, di cui era nota l'avversione alle trame paterne, e i figli di Coti; poiché questi ultimi erano ancora bambini, furono affidati alla reggenza di Trebelleno Rufo, un ex pretore, nel rispetto dell'antica prassi per cui Marco Lepido era stato inviato in Egitto quale tutore dei figli di Tolomeo. Rescuporide viene trasferito ad Alessandria e lì ucciso in un tentativo di fuga, non si sa se vero o presunto.