Traduzione di Paragrafo 66, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Eas litteras Latinius Pandusa pro praetore Moesiae cum militibus quis Cotys traderetur in Thraeciam misit. Rhescuporis inter metum et iram cunctatus maluit patrati quam incepti facinoris reus esse: occidi Cotyn inbet mortemque sponte sumptam ementitur. Nec tamen Caesar placitas semel artes mutavit, sed defuncto Pandusa quem sibi infensum Rhescuporis arguebat, Pomponium Flaccum, veterem stipendiis et arta cum rege amicitia eoque accommodatiorem ad fallendum, ob id maxime Moesiae praefecit.

Traduzione all'italiano


Il propretore della Mesia, Latinio Pandusa, inviò in Tracia questa lettera insieme a una scorta armata, che aveva l'incarico di prendere in consegna Coti. Rescuporide, dibattuto tra paura e rabbia, preferì vedersi imputare un misfatto concluso piuttosto che uno lasciato a metà; ordina la morte di Coti e sparge la voce che si trattava di suicidio. Né tuttavia Cesare mutò la linea di condotta adottata ma, alla morte di Pandusa, che Rescuporide pretendeva essergli ostile, mise al comando della Mesia Pomponio Flacco, di lunga esperienza militare e in rapporti di stretta amicizia col re e, pertanto, in condizione di poterlo meglio ingannare.