Traduzione di Paragrafo 59, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


M. Silano L. Norbano consulibus Germanicus Aegyptum proficiscitur cognoscendae antiquitatis. Sed cura provinciae praetendebatur, levavitque apertis horreis pretia frugum multaque in vulgus grata usurpavit: sine milite incedere, pedibus intectis et pari cum Graecis amictu, P. Scipionis aemulatione, quem eadem factitavisse apud Siciliam, quamvis flagrante adhuc Poenorum bello, accepimus. Tiberius cultu habituque eius lenibus verbis perstricto, acerrime increpuit quod contra instituta Augusti non sponte principis Alexandriam introisset. Nam Augustus inter alia dominationis arcana, vetitis nisi permissu ingredi senatoribus aut equitibus Romanis inlustribus, seposuit Aegyptum ne fame urgeret Italiam quisquis eam provinciam claustraque terrae ac maris quamvis levi praesidio adversum ingentis exercitus insedisset.

Traduzione all'italiano


[19 d.C.]. Nell'anno del consolato di Marco Silano e di Lucio Norbano, Germanico si reca in Egitto per visitarne le antichità. Motivo ufficiale era la necessità di occuparsi di quella provincia; là aprì i granai di stato, provocando una diminuzione del prezzo dei cereali, e si rese popolare con una serie di gesti: si spostava senza scorta, coi piedi scoperti e vestito alla greca, come già Publio Scipione il quale, a quel che si narra, si era comportato in Sicilia allo stesso modo, benché ancora divampasse la guerra coi Cartaginesi. Tiberio l'ebbe a riprendere benevolmente per il modo di vestirsi e di comportarsi, ma lo rimproverò con particolare asprezza perché, violando le disposizioni di Augusto, era entrato in Alessandria senza il beneplacito dell'imperatore. Augusto infatti, fra le altre segrete decisioni connesse al suo potere, facendo divieto ai senatori e ai cavalieri di più alto censo di entrarvi senza autorizzazione, sottopose l'Egitto a regole particolari, per evitare che chiunque si fosse insediato in quella provincia pur con una piccola guarnigione contro grandi eserciti, potesse affamare l'Italia e detenesse le chiavi della terra e del mare.