Traduzione di Paragrafo 58, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Inter quae ab rege Parthorum Artabano legati venere. Miserat amicitiam ac foedus memoraturos, et cupere novari dextras, daturumque honori Germanici ut ripam Euphratis accederet: petere interim ne Vonones in Syria haberetur neu proceres gentium propinquis nuntiis ad discordias traheret. Ad ea Germanicus de societate Romanorum Parthorumque magnifice, de adventu regis et cultu sui cum decore ac modestia respondit. Vonones Pompeiopolim, Ciliciae maritimam urbem, amotus est. Datum id non modo 6 precibus Artabani, sed contumeliae Pisonis cui gratissimus erat ob plurima oflicia et dona quibus Plancinam devinxerat.

Traduzione all'italiano


Si presentò frattanto una delegazione del re dei Parti Artabano. L'aveva inviata per ricordare l'amicizia e l'alleanza ed esprimere il desiderio di rinnovare i rapporti; come omaggio a Germanico, sarebbe venuto lui stesso sulla sponda dell'Eufrate; chiedeva intanto di non consentire la presenza di Vonone in Siria, perché, data la breve distanza, non trascinasse, coi suoi emissari, i vari capi delle tribù alla discordia. Nella risposta Germanico ricorse a parole solenni circa l'alleanza tra Romani e Parti e ad espressioni di misurata dignità sulla venuta del re e l'onore riservatogli. Vonone fu relegato a Pompeiopoli, una città della Cilicia sul mare: tale concessione costituiva non solo una risposta alle richieste di Artabano, ma anche un affronto a Pisone, il quale aveva Vonone carissimo per i molteplici servigi e i tanti doni con cui si era conquistato Plancina.