Traduzione di Paragrafo 54, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Petita inde Euboca tramisit Lesbum ubi Agrippina novissimo partu Iuliam edidit. Tum extrema Asiae Perinthumque ac Byzantium, Thraecias urbes, mox Propontidis angustias et os Ponticum intrat, cupidine veteres locos et fama celebratos noscendi; pariterque provincias internis certaminibus aut magistratuum iniuriis fessas refovebat. Atque illum in regressu sacra Samothracum visere nitentem obvii aquilones depulere. Igitur adito Ilio quaeque ibi varietate fortunae et nostri origine veneranda, relegit Asiam adpellitque Colophona ut Clarii Apollinis oraculo uteretur. Non femina illic, ut apud Delphos, sed certis e familiis et ferme Mileto accitus sacerdos numerum modo consultantium et nomina audit; tum in specum degressus, hausta fontis arcani aqua, ignarus plerumque litterarum et carminum edit responsa versibus compositis super rebus quas quis mente concepit. Et ferebatur Germanico per ambages, ut mos oraculis, maturum exitum cecinisse.

Traduzione all'italiano


Raggiunta quindi l'Eubea, passò a Lesbo, dove Agrippina diede alla luce, ultimo parto, Giulia. Poi, raggiunte le estreme regioni dell'Asia e Perinto e Bisanzio, città della Tracia, penetra nello stretto della Propontide fino all'imboccatura del Ponto, ansioso di conoscere quegli antichi luoghi tanto rinomati; nel contempo, si fa carico del riordino di province stremate da conflitti interni o da soprusi dei magistrati. Ma quando, sulla via del ritorno, volle conoscere i misteri di Samotracia, i venti di settentrione, contrari alla sua rotta, lo respinsero. Visitò allora Ilio, occasione per rimeditare sulle alterne vicende della sorte e venerando ricordo della nostra lontana origine; costeggiò ancora l'Asia e approdò a Colofone, per interrogare a Claro l'oracolo di Apollo. Qui non una donna, come a Delfi, ma un sacerdote, scelto nell'ambito di determinate famiglie, per lo più da Mileto, vuole sapere solo il numero e il nome di quanti lo consultano; poi si ritira nell'antro, attinge acqua da una fonte misteriosa e, benché spesso ignaro di lettere e di poesia, dà un responso in versi alle domande che ciascuno si è formulato nella mente. E si diceva che a Germanico, pur nell'ambiguità dell'enigma, secondo tradizione dell'oracolo, avesse predetto morte prematura.