Traduzione di Paragrafo 53, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Sequens annus Tiberium tertio, Germanicum iterum consules habuit. Sed eum honorem Germanicus iniit apud urbem Achaiae Nicopolim, quo venerat per Illyricam oram viso fratre Druso in Delmatia agente, Hadriatici ac mox Ionii maris adversam navigationem perpessus. Igitur paucos dies insumpsit reficiendae classi; simul sinus Actiaca victoria inclutos et sacratas ab Augusto manubias castraque Antonii cum recordatione maiorum suorum adiit. Namque ei, ut memoravi, avunculus Augustus, avus Antonius erant, magnaque illic imago tristium laetorumque. Hinc ventum Athenas, foederique sociae et vetustae urbis datum ut uno lictore uteretur. Excepere Graeci quaesitissimis honoribus, vetera suorum facta dictaque praeferentes quo plus dignationis adulatio haberet.

Traduzione all'italiano


[18 d.C.]. L'anno seguente vide console per la terza volta Tiberio, e Germanico per la seconda. Ma Germanico entrò in carica a Nicopoli, città dall'Acaia, a cui era giunto costeggiando l'Illiria, dopo aver visitato il fratello Druso, che si trovava in Dalmazia, e aver sofferto per una travagliata navigazione nell'Adriatico e nello Ionio. Così impiegò alcuni giorni a riparare la flotta e intanto colse l'occasione per vedere il golfo reso famoso dalla vittoria di Azio, i trofei consacrati da Augusto e il campo di Antonio: che gli ricordavano suoi antenati. Perché, come ho già ricordato, Augusto era suo zio e Antonio suo nonno, e in quei luoghi s'addensavano memorie tristi e gioiose. Da lì si portò ad Atene e volle, per riguardo alla città tanto antica e libera alleata, la compagnia di un solo littore. Gli riservarono i Greci gli onori più straordinari e riesumarono solennemente antichi fatti e detti dei loro antenati, per conferire maggiore dignità all'adulazione.