Traduzione di Paragrafo 47, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Eodem anno duodecim celebres Asiae urbes conlapsae nocturno motu terrae, quo inprovisior graviorque pestis fuit. Neque solitum in tali casu effugium subveniebat in aperta prorumpendi, quia diductis terris hauriebantur. Sedisse inmensos montis, visa in arduo quae plana fuerint, effulsisse inter ruinam ignis memorant. Asperrima in Sardianos lues plurimum in eosdem misericordiae traxit: nam centies sestertium pollicitus Caesar, et quantum aerario aut fisco pendebant in quinquennium remisit. Magnetes a Sipylo proximi damno ac remedio habiti. Temnios, Philadelphenos, Aegeatas, Apollonidenses, quique Mosteni aut Macedones Hyrcani vocantur, et Hierocaesariam, Myrinam, Cymen, Tmolum levari idem in tempus tributis mittique ex senatu placuit, qui praesentia spectaret refoveretque. Delectus est M. Ateius e praetoriis, ne consulari obtinente Asiam aemulatio inter pares et ex eo impedimentum oreretur.

Traduzione all'italiano


Sempre in quell'anno, dodici popolose città dell'Asia furono distrutte da un terremoto, sopravvenuto di notte, che rese il disastro ancora più improvviso e grave. Né il rimedio, tipico in tali situazioni, di fuggire all'aperto servì a nulla, perché si veniva inghiottiti dalle fenditure della terra. Raccontano di monti altissimi spianati, di luoghi prima pianeggianti visti sollevati in alto, di fiamme che brillarono tra le macerie. Il flagello si abbatté particolarmente tremendo sugli abitanti di Sardi, per cui concentrò su di essi il massimo della compassione: Cesare infatti promise dieci milioni di sesterzi e li esonerò per cinque anni dai versamenti dovuti all'erario e al fisco. Dopo gli abitanti di Sardi, i più danneggiati e i più soccorsi furono i cittadini di Magnesia del Sipilo. Fu deciso di rimettere i tributi, per un egual periodo di tempo, agli abitanti di Temno, Filadelfia, Egea, Apollonia e a quelli chiamati Mosteni o Ircani di Macedonia e a Ierocesarea, Mirina, Cime, Tmolo, e vi fu inviato un rappresentante del senato per constatare la situazione e portar conforto. Venne scelto Marco Ateio, ex pretore, perché, essendo governatore dell'Asia un consolare, non sorgessero conflitti tra pari grado e relativi ostacoli.