Traduzione di Paragrafo 40, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Vulgabatur interim per Italiam servatum munere deum Agrippam, credebatur Romae; iamque Ostiam invectum multitudo ingens, iam in urbe clandestini coetus celebrabant, cum Tiberium anceps cura distrahere, vine militum servum suum coerceret an inanem credulitatem tempore ipso vanescere sineret: modo nihil spernendum, modo non omnia metuenda ambiguus pudoris ac metus reputabat. Postremo dat negotium Sallustio Crispo. Ille e clientibus duos (quidam milites fuisse tradunt) deligit atque hortatur, simulata conscientia adeant, offerant pecuniam, fidem atque pericula polliceantur. Exequuntur ut iussum erat. Dein speculati noctem incustoditam, accepta idonea manu, vinctum clauso ore in Palatium traxere. Percontanti Tiberio quo modo Agrippa factus esset respondisse fertur 'quo modo tu Caesar.' ut ederet socios subigi non potuit. Nec Tiberius poenam eius palam ausus, in secreta Palatii parte interfici iussit corpusque clam auferri. Et quamquam multi e domo principis equitesque ac senatores sustentasse opibus, iuvisse consiliis dicerentur, haud quaesitum.

Traduzione all'italiano


Si spargeva intanto per l'Italia la voce che, per dono degli dèi, Agrippa era salvo, e lo si credeva a Roma; già una gran folla l'aveva accolto al suo sbarco a Ostia e tanti l'attorniavano in città in riunioni clandestine, mentre un dilemma lacerava Tiberio, se arrestare quel suo schiavo, ricorrendo all'esercito, o lasciare che il tempo dissipasse l'illusione: indeciso tra vergogna e paura, rimuginava tra sé ora che non bisognava sottovalutare nulla, ora che non doveva lasciarsi impaurire da tutto. Demanda infine la questione a Sallustio Crispo. Questi sceglie due suoi clienti - alcuni li vogliono soldati - e li incarica di presentarsi a lui, fingendo di conoscere i suoi piani, di offrirgli denaro e di promettergli fedele solidarietà nei rischi. Gli ordini furono eseguiti. Poi, spiatolo in una notte senza sorveglianza, con un adeguato rinforzo di soldati, legato e imbavagliato lo trascinano a Palazzo. Si dice che alla domanda di Tiberio, su come fosse diventato Agrippa, abbia risposto: "Come tu sei diventato Cesare." Non si riuscì a costringerlo a denunciare i complici. Non osò Tiberio giustiziarlo sotto gli occhi di tutti, ma lo fece trucidare in una parte segreta del Palazzo e di nascosto fece scomparire il cadavere. E benché girassero voci su aiuti offerti e protezioni godute da parte di molti della casa del principe, oltre che di cavalieri e di senatori, nessuna indagine fu avviata.