Traduzione di Paragrafo 36, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Et certamen Gallo adversus Caesarem exortum est. Nam censuit in quinquennium magistratuum comitia habenda, utque legionum legati, qui ante praeturam ea militia fungebantur, iam tum praetores destinarentur, princeps duodecim candidatos in annos singulos nominaret. Haud dubium erat eam sententiam altius penetrare et arcana imperii temptari. Tiberius tamen, quasi augeretur potestas eius, disseruit: grave moderationi suae tot eligere, tot differre. Vix per singulos annos offensiones vitari, quamvis repulsam propinqua spes soletur: quantum odii fore ab iis qui ultra quinquennium proiciantur? Unde prospici posse quae cuique tam longo temporis spatio mens, domus, fortuna? Superbire homines etiam annua designatione: quid si honorem per quinquennium agitent? Quinquiplicari prorsus magistratus, subverti leges, quae sua spatia exercendae candidatorum industriae quaerendisque aut potiundis honoribus statuerint. Favorabili in speciem oratione vim imperii tenuit.

Traduzione all'italiano


Si verificò poi un contrasto tra Gallo e Cesare. Gallo proponeva che si tenessero le elezioni dei magistrati per i cinque anni successivi, e che i legati delle legioni in carica prima dell'esercizio della pretura, fossero già da allora designati pretori e che il principe indicasse dodici candidati per ciascuno dei cinque anni. Tale proposta penetrava senza dubbio più in profondità e mirava a sondare i segreti disegni del potere. Tiberio tuttavia ne discusse come se fosse in gioco la crescita del suo potere. Rispose che scegliere tanti candidati e tanti differirne era gravoso alla sua modestia. Era già difficile evitare i risentimenti con le elezioni annuali, quando la speranza di una prossima elezione mitigava l'insuccesso: quale rancore avrebbero espresso quanti si vedevano rimandati a una distanza di oltre cinque anni! E come comprendere quale sarebbe stato, a tale distanza di tempo, l'atteggiamento, la situazione familiare e finanziaria di ciascuno? Insuperbiscono gli uomini anche per la designazione di un anno: che sarebbe accaduto, se si fossero pavoneggiati con tale onore per un quinquennio? Significava inoltre quintuplicare il numero dei magistrati, sovvertire le leggi, che avevano fissato precisi limiti di tempo, perché i candidati facessero valere i loro meriti, per aspirare alle cariche o per esercitarle. Con questo discorso dal tono improntato a rispetto popolare, Tiberio mantenne la sostanza del potere.