Traduzione di Paragrafo 35, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Res eo anno prolatas haud referrem, ni pretium foret Cn. Pisonis et Asinii Galli super eo negotio diversas sententias noscere. Piso, quamquam afuturum se dixerat Caesar, ob id magis agendas censebat, ut absente principe senatum et equites posse sua munia sustinere decorum rei publicae foret. Gallus, quia speciem libertatis Piso praeceperat, nihil satis inlustre aut ex dignitate populi Romani nisi coram et sub oculis Caesaris, eoque conventum Italiae et adfluentis provincias praesentiae eius servanda dicebat. Audiente haec Tiberio ac silente magnis utrimque contentionibus acta, sed res dilatae.

Traduzione all'italiano


Non accennerei alle sospensioni, per quell'anno, delle sedute, se non valesse la pena di conoscere le opposte posizioni di Gneo Pisone e di Asinio Gallo, in merito. Pisone sosteneva che, pur avendo Cesare annunciato la sua assenza da Roma, le sedute andavano tenute, proprio perché ne guadagnasse l'immagine dello stato, e cioè che, in assenza del principe, il senato e i cavalieri potevano svolgere i propri compiti. Gallo, poiché Pisone l'aveva anticipato nell'esibire uno spirito libero, argomentava che nulla di veramente grande e degno del popolo romano era possibile se non al cospetto e sotto gli occhi di Cesare, e che, perciò, i convegni a Roma degli italici e l'afflusso dei provinciali andavano riservati per quando egli fosse presente. Rimase ad ascoltare in silenzio Tiberio queste tesi sviluppate dalle due parti in un confronto serrato, ma le sedute vennero rimandate.