Traduzione di Paragrafo 32, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Bona inter accusatores dividuntur, et praeturae extra ordinem datae iis qui senatorii ordinis erant. Tunc Cotta Messalinus, ne imago Libonis exequias posterorum comitaretur, censuit, Cn. Lentulus, ne quis Scribonius cognomentum Drusi adsumeret. Supplicationum dies Pomponii Flacci sententia constituti, dona Iovi, Marti, Concordiae, utque idumn Septembrium dies, quo se Libo interfecerat, dies festus haberetur, L. Piso et Gallus Asinius et Papius Mutilus et L. Apronius decrevere; quorum auctoritates adulationesque rettuli ut sciretur vetus id in re publica malum. Facta et de mathematicis magisque Italia pellendis senatus consulta; quorum e numero L. Pituanius saxo deiectus est, in P. Marcium consules extra portam Esquilinam, cum classicum canere iussissent, more prisco advertere.

Traduzione all'italiano


I suoi beni vennero divisi fra gli accusatori, e a quelli di loro che appartenevano al senato fu concessa la pretura in assegnazione straordinaria. Allora Cotta Messalino propose che l'effigie di Libone non accompagnasse le esequie dei suoi discendenti, mentre Gaio Lentulo suggerì che nessuno degli Scribonii si fregiasse del nome di Druso. Dietro proposta di Pompeo Flacco vennero fissati i giorni per le feste di ringraziamento e, su iniziativa di Lucio Planco, di Gallo Asinio, di Papio Mutilo e di Lucio Apronio, si decretarono offerte a Giove, a Marte e alla Concordia e fu deciso che il 13 di settembre, giorno del suicidio di Libone, venisse considerato giorno festivo. Ho dato conto di queste adulazioni e di chi le ha espresse, perché si sappia che da noi questo male ha radici antiche. Il senato deliberò anche sulla espulsione di astrologhi e maghi dall'Italia: uno di essi, Lucio Pituanio, fu gettato dalla Rupe Tarpea, mentre i consoli procedettero all'esecuzione di Publio Marcio, secondo la prassi d'un tempo, fuori dalla porta Esquilina, dopo aver fatto suonare le trombe, per richiamare il popolo.