Traduzione di Paragrafo 3, Libro 2 di Tacito

Versione originale in latino


Igitur Artabanus Arsacidarum e sanguine apud Dahas adultus excitur, primoque congressu fusus reparat viris regnoque potitur. Victo Vononi perfugium Armenia fuit, vacua tunc interque Parthorum et Romanas opes infida ob scelus Antonii, qui Artavasden regem Armeniorum specie amicitiae inlectum, dein catenis oneratum, postremo interfecerat. Eius filius Artaxias, memoria patris nobis infensus, Arsacidarum vi seque regnumque tutatus est. Occiso Artaxia per dolum propinquorum datus a Caesare Armeniis Tigranes deductusque in regnum a Tiberio Nerone. Nec Tigrani diuturnum imperium fuit neque liberis eius, quamquam sociatis more externo in matrimonium regnumque.

Traduzione all'italiano


Chiamano pertanto Artabano, di sangue arsacide, allevato tra i Dai, il quale, superato in un primo scontro, reintegra le sue forze e s'impossessa del regno. Il vinto Vonone trovò rifugio in Armenia, che allora non aveva re e, situata tra le potenze dei Parti e dei Romani, era a noi infida per il delitto commesso da Antonio, il quale, dopo aver attirato il re degli Armeni Artavasde, fingendosi a lui amico, lo aveva prima incatenato e poi ucciso. Suo figlio Artassia, a noi ostile per il ricordo del padre, aveva salvato sé e il regno con l'appoggio degli Arsacidi. Dopo l'assassinio di Artassia per tradimento dei suoi parenti, Augusto diede agli Armeni come re Tigrane, che venne accompagnato nel suo regno da Tiberio Nerone. Ma non fu lungo il regno di Tigrane e nemmeno quello del figlio e della figlia, benché si fossero, secondo l'uso barbarico, uniti nel matrimonio e nel regno.