Traduzione di Paragrafo 7, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Mortem Poppaeae ut palam tristem, ita recordantibus laetam ob impudicitiam eius saevitiamque, nova insuper invidia Nero complevit prohibendo C. Cassium officio exequiarum, quod primum indicium mali. Neque in longum dilatum est, sed Silanus additur, nullo crimine nisi quod Cassius opibus vetustis et gravitate morum, Silanus claritudine generis et modesta iuventa praecellebant. Igitur missa ad senatum oratione removendos a re publica utrosque disseruit, obiectavitque Cassio quod inter imagines maiorum etiam C. Cassi effigiem coluisset, ita inscriptam 'duci partium': quippe semina belli civilis et defectionem a domo Caesarum quaesitam; ac ne memoria tantum infensi nominis ad discordias uteretur, adsumpsisse L. Silanum, iuvenem genere nobilem, animo praeruptum, quem novis rebus ostentaret.

Traduzione all'italiano


La morte di Poppea, accolta con tristezza nelle manifestazioni esterne, ma con gioia da chi la ricordava dissoluta e crudele, fu coronata da un nuovo atto di odiosa gelosia: Nerone impedì a Gaio Cassio di presenziare alle esequie, e ciò fu l'avvisaglia della sua rovina. Che non tardò ad arrivare, e vi fu anzi coinvolto anche Silano: unica imputazione il fatto che Cassio si segnalava per ricchezza avita e severità di costumi, mentre Silano per nobiltà di natali e per una giovinezza senza ombra di superbia. Spiegò dunque Nerone, in un discorso inviato al senato, la necessità di allontanare entrambi dalla vita politica, e fece colpa a Cassio di aver devotamente conservato fra i ritratti degli antenati anche quello di Gaio Cassio recante la scritta "Al capo del partito": era uno spargere i semi della guerra civile e tentare la ribellione contro la casa dei Cesari; e per non servirsi, ai suoi fini eversivi, di quel solo nome ostile, si era aggregato Lucio Silano, un giovane nobile di nascita ma esaltato, per innalzarlo come bandiera nella sovversione.