Traduzione di Paragrafo 33, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Idem tamen dies et honestum exemplum tulit Cassii Asclepiodoti, qui magnitudine opum praecipuus inter Bithynos, quo obsequio florentem Soranum celebraverat, labantem non deseruit, exutusque omnibus fortunis et in exilium actus, aequitate deum erga bona malaque documenta. Thraseae Soranoque et Serviliae datur mortis arbitrium; Helvidius et Paconius Italia depelluntur; Montanus patri concessus est, praedicto ne in re publica haberetur. Accusatoribus Eprio et Cossutiano quinquagies sestertium singulis, Ostorio duodecies et quaestoria insignia tribuuntur.

Traduzione all'italiano


Quello stesso giorno offrì tuttavia anche il nobile esempio di Cassio Asclepiodoto, il quale, noto fra i Bitini per le sue enormi ricchezze, come s'era mostrato sempre devoto a Sorano al tempo della sua potenza, non lo abbandonò nel pericolo, sicché, privato di tutti i suoi beni, venne cacciato in esilio: prova dell'eguale indifferenza degli dèi tanto alle buone che alle cattive azioni. A Trasea, a Sorano e a Servilia fu concesso di scegliersi il tipo di morte. Elvidio e Paconio vengono banditi dall'Italia; Montano, per l'intervento del padre, fu assolto, coll'ingiunzione di non occuparsi di politica. Agli accusatori Eprio e Cossuziano furono attribuiti cinque milioni di sesterzi a testa e un milione e duecentomila a Ostorio più le insegne di questore.