Traduzione di Paragrafo 3, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Gliscebat interim luxuria spe inani consumebanturque veteres opes quasi oblatis quas multos per annos prodigeret. Quin et inde iam largiebatur; et divitiarum expectatio inter causas paupertatis publicae erat. Nam Bassus effosso agro suo latisque circum arvis, dum hunc vel illum locum promissi specus adseverat, sequunturque non modo milites sed populus agrestium efficiendo operi adsumptus, tandem posita vaecordia, non falsa antea somnia sua seque tunc primum elusum admirans, pudorem et metum morte voluntaria effugit. Quidam vinctum ac mox dimissum tradidere ademptis bonis in locum regiae gazae.

Traduzione all'italiano


Cresceva intanto su questa vana speranza lo sperpero, si scialacquavano ricchezze di vecchia data, quasi che se ne fossero offerte altre, di cui ciascuno potesse disporre per molti anni. Anzi a esse già si attingeva, sicché l'attesa delle ricchezze fu tra le cause della pubblica povertà. Basso fece scavare il suo campo e, per un buon tratto, i terreni circostanti assicurando, convinto, che era questo o quell'altro il luogo della caverna promessa, e seguìto non solo dai soldati ma dai contadini ingaggiati per il lavoro necessario; e così fino a che, tornato in sé, dicendosi stupito che i suoi sogni, mai falsi in precedenza, lo ingannavano ora per la prima volta, si sottrasse alla vergogna e alla paura con una morte volontaria. Secondo la versione di altri, sarebbe stato incarcerato e poi lasciato libero, dopo la confisca dei suoi beni, in sostituzione del tesoro della regina.