Traduzione di Paragrafo 25, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Tum Thrasea inter proximos consultavit, temptaretne defensionem an sperneret. Diversa consilia adferebantur. Quibus intrari curiam placebat, securos esse de constantia eius disserunt; nihil dicturum nisi quo gloriam augeret. Segnis et pavidos supremis suis secretum circumdare: aspiceret populus virum morti obvium, audiret senatus voces quasi ex aliquo numine supra humanas: posse ipso miraculo etiam Neronem permoveri: sin crudelitati insisteret, distingui certe apud posteros memoriam honesti exitus ab ignavia per silentium pereuntium.

Traduzione all'italiano


Allora Trasea si consultò con gli intimi, se tentare una difesa o rifiutarla. Ebbe suggerimenti opposti. Quelli a favore del suo ingresso in curia, si dicono sicuri della sua fermezza, certi che nulla avrebbe detto, se non per accrescere la propria gloria. Per costoro, solo gli inetti e i vili circondano di mistero i loro momenti supremi: il popolo guardasse pure quell'uomo avviarsi alla morte, il senato ascoltasse le sue parole, quasi accenti sovrumani dettati da una divinità; ed era possibile che anche Nerone fosse toccato dalla suggestione di quello spettacolo; se, invece, Cesare avesse persistito nella sua intenzione crudele, si sarebbe quanto meno potuto distinguere, presso i posteri, il ricordo di una morte dignitosa dalla subalternità di quanti morivano tacendo.