Traduzione di Paragrafo 2, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Igitur Nero, non auctoris, non ipsius negotii fide satis spectata nec missis per quos nosceret an vera adferrentur, auget ultro rumorem mittitque qui velut paratam praedam adveherent. Dantur triremes et delectum remigium iuvandae festinationi. Nec aliud per illos dies populus credulitate, prudentes diversa fama tulere. Ac forte quinquennale ludicrum secundo lustro celebrabatur, ab oratoribusque praecipua materia in laudem principis adsumpta est. Non enim solitas tantum fruges nec confusum metallis aurum gigni, sed nova ubertate provenire terram et obvias opes deferre deos, quaeque alia summa facundia nec minore adulatione servilia fingebant, securi de facilitate credentis.

Traduzione all'italiano


Nerone, dunque, senza verificare l'attendibilità del fatto e di chi lo raccontava e senza inviare nessuno a controllare la fondatezza della notizia, la fa anzi circolare e spedisce suoi emissari per portare a Roma quel bottino, come fosse lì pronto in attesa. Si mettono a disposizione triremi e rematori scelti, per guadagnare tempo. Non parlava d'altro in quei giorni il popolo, nella sua credulità, ma ben altro era il tono di chi sapeva vedere le cose più a fondo. Volle il caso che si celebrassero allora, per il secondo lustro, i giochi Quinquennali, e l'argomento fu subito sfruttato a piene mani, da poeti e oratori, per diffondersi in celebrazioni del principe. La terra, secondo loro, non produceva le solite messi e l'oro mescolato agli altri metalli, ma si esaltava in una nuova fecondità e gli dèi mandavano più ricchezze a portata di mano; e così avanti a inventare espressioni servili con somma facondia e altrettanta bassezza adulatoria, tranquillamente sicuri della credulità di Nerone.