Traduzione di Paragrafo 16, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Etiam si bella externa et obitas pro re publica mortis tanta casuum similitudine memorarem, meque ipsum satias cepisset aliorumque taedium expectarem, quamvis honestos civium exitus, tristis tamen et continuos aspernantium: at nunc patientia servilis tantumque sanguinis domi perditum fatigant animum et maestitia restringunt. Neque aliam defensionem ab iis quibus ista noscentur exegerim, quam ne oderim tam segniter pereuntis. Ira illa numinum in res Romanas fuit, quam non, ut in cladibus exercituum aut captivitate urbium, semel edito transire licet. Detur hoc inlustrium virorum posteritati , ut quo modo exequiis a promisca sepultura separantur, ita in traditione supremorum accipiant habeantque propriam memoriam.

Traduzione all'italiano


Quand'anche ricordassi, in un così monotono succedersi di eventi, guerre esterne e morti affrontate in difesa dello stato, la noia avrebbe sopraffatto anche me, e mi aspetterei il fastidio nei lettori, insofferenti ormai alle morti di cittadini, morti onorevoli sì, ma pur sempre penose e senza fine: ora, tale passività degna di schiavi e tanto sangue versato invano dentro la nostra patria straziano il mio animo e lo stringono in una morsa di profonda pena. L'unica preghiera che avanzo a quanti leggeranno queste pagine è di non chiedermi di mostrare disprezzo per quelle persone morte così passivamente. L'ira degli dèi contro Roma fu tale che non si può farne semplice cenno e passare oltre come per i disastri militari o l'asservimento di intere città. E gli uomini illustri abbiano, agli occhi dei posteri, questo tributo: come sono loro riservate esequie distinte rispetto ai funerali comuni, così, nel racconto dei momenti supremi della loro vita, tocchi a essi una menzione personale e mantengano un ricordo particolare.