Traduzione di Paragrafo 15, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Ostorius longinquis in agris apud finem Ligurum id temporis erat: eo missus centurio qui caedem eius maturaret. Causa festinandi ex eo oriebatur quod Ostorius multa militari fama et civicam coronam apud Britanniam meritus, ingenti corpore armorumque scientia metum Neroni fecerat ne invaderet pavidum semper et reperta nuper coniuratione magis exterritum. Igitur centurio, ubi effugia villae clausit, iussa imperatoris Ostorio aperit. Is fortitudinem saepe adversum hostis spectatam in se vertit; et quia venae quamquam interruptae parum sanguinis effundebant, hactenus manu servi usus ut immotum pugionem extolleret, adpressit dextram eius iuguloque occurrit.

Traduzione all'italiano


Ostorio si trovava allora in una sua lontana proprietà presso il confine dei Liguri. Là fu spedito un centurione, per affrettarne la morte. Tanta fretta si spiegava col fatto che Ostorio, coperto di gloria militare e decorato, in Britannia, della corona civica, aveva, per la prestanza fisica e l'abilità nell'uso delle armi, impressionato Nerone, sempre timoroso di un attentato e ora, dopo la recente scoperta della congiura, ancor più terrorizzato. Il centurione dunque, bloccata ogni via d'uscita dalla villa, comunica a Ostorio l'ordine dell'imperatore. Questi rivolse contro di sé quel fermo coraggio di cui tante volte aveva dato spettacolo di fronte al nemico; e poiché le vene, per quanto recise, versavano poco sangue, ricorse alla mano di uno schiavo, ma solo per fargli tenere alzato e ben fermo il pugnale: fece forza sulla destra di lui e il ferro gli penetrò nella gola.