Traduzione di Paragrafo 14, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


C. Suetonio Luccio Telesino consulibus Antistius Sosianus, factitatis in Neronem carminibus probrosis exilio, ut dixi, multatus, postquam id honoris indicibus tamque promptum ad caedes principem accepit, inquies animo et occasionum haud segnis Pammenem, eiusdem loci exulem et Chaldaeorum arte famosum eoque multorum amicitiis innexum, similitudine fortunae sibi conciliat, ventitare ad eum nuntios et consultationes non frustra ratus; simul annuam pecuniam a P. Anteio ministrari cognoscit. Neque nescium habebat Anteium caritate Agrippinae invisum Neroni opesque eius praecipuas ad eliciendam cupidinem eamque causam multis exitio esse. Igitur interceptis Antei litteris, furatus etiam libellos, quibus dies genitalis eius et eventura secretis Pammenis occultabantur, simul repertis quae de ortu vitaque Ostorii Scapulae composita erant, scribit ad principem magna se et quae incolumitati eius conducerent adlaturum, si brevem exilii veniam impetravisset: quippe Anteium et Ostorium imminere rebus et sua Caesarisque fata scrutari. Exim missae liburnicae advehiturque propere Sosianus. Ac vulgato eius indicio inter damnatos magis quam inter reos Anteius Ostoriusque habebantur, adeo ut testamentum Antei nemo obsignaret, nisi Tigellinus auctor extitisset monito prius Anteio ne supremas tabulas moraretur. Atque ille hausto veneno, tarditatem eius perosus intercisis venis mortem adproperavit.

Traduzione all'italiano


[66 d.C.]. Sotto il consolato di Gaio Svetonio e Luccio Telesino, quell'Antistio Sosiano che, come ho detto, era stato punito con l'esilio per aver composto versi ingiuriosi contro Nerone, come seppe in quale onore erano tenuti i delatori e quanto era incline il principe a spargere sangue, irrequieto qual era e pronto a sfruttare le occasioni, si fa amico, in nome della sorte comune, Pammene, esule nello stesso luogo e astrologo rinomato e, per ciò appunto, legato d'amicizia a molte persone, calcolando, non a torto, che a lui arrivassero molti messi a chiedere consulti; viene anche a sapere che Publio Anteio gli passava, ogni anno, una somma di denaro. Non ignorava, poi, quanto Anteio fosse malvisto da Nerone per l'amicizia dimostrata verso Agrippina, e che le sue ricchezze erano un'ottima esca a sollecitare appetiti: motivo, già per tanti, di rovina. Intercettò dunque una lettera di Anteio e sottrasse delle carte, in cui Pammene aveva registrato, in forma cifrata, l'oroscopo di quello e le previsioni del futuro, e trovò anche dei calcoli relativi alla nascita e alla vita di Ostorio Scapola. Scrive al principe di essere in grado di dargli informazioni importanti, che interessavano la sua incolumità, se avesse ottenuto una breve sospensione dell'esilio: perché Anteio e Ostorio puntavano al potere e indagavano sui destini propri e su quello di Cesare. Segue l'invio di navi liburniche e Sosiano viene trasferito a Roma in gran fretta. Quando si seppe della sua denuncia, Anteio e Ostorio, più che indiziati, si davano per già condannati, al punto che nessuno se la sentiva di controfirmare il testamento di Anteio, ma ci fu l'intervento di Tigellino, che aveva avvertito in precedenza Anteio di non tardare a stendere le sue ultime volontà. Anteio bevve il veleno e, insofferente per la sua azione troppo lenta, accelerò la morte tagliandosi le vene.