Traduzione di Paragrafo 11, Libro 16 di Tacito

Versione originale in latino


Ergo nuntiat patri abicere spem et uti necessitate: simul adfertur parari cognitionem senatus et trucem sententiam. Nec defuere qui monerent magna ex parte heredem Caesarem nuncupare atque ita nepotibus de reliquo consulere. Quod aspernatus, ne vitam proxime libertatem actam novissimo servitio foedaret, largitur in servos quantum aderat pecuniae; et si qua asportari possent, sibi quemque deducere, tres modo lectulos ad suprema retineri iubet. Tunc eodem in cubiculo, eodem ferro abscindunt venas, properique et singulis vestibus ad verecundiam velati balineis inferuntur, pater filiam, avia neptem, illa utrosque intuens, et certatim precantes labenti animae celerem exitum, ut relinquerent suos superstites et morituros. Servavitque ordinem fortuna, ac seniores prius, tum cui prima aetas extinguuntur. Accusati post sepulturam decretumque ut more maiorum punirentur, et Nero intercessit, mortem sine arbitro permittens: ea cacdibus peractis ludibria adiciebantur.

Traduzione all'italiano


Riferisce dunque al padre di abbandonare ogni speranza e accettare l'inevitabile. Giunge intanto notizia che già si approntavano il processo in senato e una sentenza spietata. Non mancò chi suggeriva a Vetere di nominare Cesare erede di gran parte dei beni e di provvedere così ai nipoti col rimanente. Ma rifiutò, per non macchiare, proprio alla fine, con un atto servile, una vita vissuta nel rispetto pressoché pieno della propria libertà. Distribuisce ai servi tutto il denaro disponibile e li autorizza a portarsi via quanto potevano, lasciando solo tre lettini per le esequie. Poi, nella stessa stanza e con lo stesso ferro, si tagliano le vene e si affrettano al bagno, avvolti per pudore ciascuno nella propria veste: il padre guardava la figlia, la nonna la nipote, lei gli altri due, augurandosi a gara una rapida uscita dell'anima ormai indebolita, e di vedere superstiti, seppure vicini a morire, i propri cari. Il destino conservò l'ordine naturale, e si spengono prima i più vecchi e poi colei che era ancora nella prima giovinezza. Dopo la sepoltura, subirono il processo d'accusa e si decretò per loro una pena secondo l'antica tradizione.
E intercedette Nerone per loro, accordando che morissero secondo la loro volontà: all'eccidio già perpetrato teneva dietro la beffa.