Traduzione di Paragrafo 9, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Interim Corbulo numquam neglectam Euphratis ripam crebrioribus praesidiis insedit; et ne ponti iniciendo impedimentum hostiles turmae adferrent (iam enim subiectis magna specie volitabant), naves magnitudine praestantes et conexas trabibus ac turribus auctas agit per amnem catapultisque et balistis proturbat barbaros, in quo[s] saxa et hastae longius permeabant, quam ut contrario sagittarum iactu adaequarentur. Dein pons continuatus collesque adversi per socias cohortes, post legionum castris occupantur, tanta celeritate et ostentatione virium, ut Parthi omisso paratu invadendae Syriae spem omnem in Armeniam verterent, ubi Paetus imminentium nescius quintam legionem procul in Ponto habebat, reliquas promiscis militum commeatibus infirmaverat, donec adventare Vologaesen magno et infenso agmine auditum.

Traduzione all'italiano


Corbulone frattanto rafforza, moltiplicando i presidi, la sua presenza sulla riva dell'Eufrate, da lui tenuta sempre sotto controllo e, a evitare il disturbo della cavalleria nemica (che ormai spaziava vistosamente nella pianura sottostante) nell'allacciamento di un ponte, sul fiume fece manovrare delle navi di grosse proporzioni, agganciate da travi e sormontate da torri, e scompiglia con catapulte e balestre i barbari, sulle cui file piovevano pietre e aste da una distanza troppo grande perché potessero rispondere col lancio di frecce. Il ponte fu gettato e le alture di fronte vennero occupate dalle coorti alleate e poi dal campo delle legioni, con rapidità e dimostrazione di potenza tali che i Parti, interrotti i preparativi di invasione della Siria, puntarono tutto sull'Armenia, dove Peto, non immaginando il pericolo che lo sovrastava, teneva la quinta legione lontana nel Ponto e aveva indebolito le altre con congedi indiscriminati, finché non venne a sapere che stava per piombargli addosso Vologese con un esercito potente e minaccioso.