Traduzione di Paragrafo 8, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum Paetus spretis ominibus, necdum satis firmatis hibernaculis, nullo rei frumentariae provisu, rapit exercitum trans montem Taurum reciperandis, ut ferebat, Tigranocertis vastandisque regionibus, quas Corbulo integras omisisset. Et capta quaedam castella, gloriaeque et praedae nonnihil partum, si aut gloriam cum modo aut praedam cum cura habuisset: longinquis itineribus percursando quae obtineri nequibant, conrupto qui captus erat commeatu et instante iam hieme, reduxit exercitum composuitque ad Caesarem litteras quasi confecto bello, verbis magnificis, rerum vacuas.

Traduzione all'italiano


Peto invece, sprezzati i presagi, senza garantire difese sufficienti ai campi invernali e senza predisporre provvista alcuna di vettovaglie, lancia l'esercito oltre la catena del Tauro, a riprendere, come diceva, Tigranocerta e a saccheggiare le regioni lasciate intatte da Corbulone. Espugnò sì alcune fortezze, e si sarebbe potuto assicurare un po' di gloria e di preda, se non avesse sprecato, per vana ambizione, la prima e avesse saputo utilizzare bene la seconda: si spingeva con lunghe puntate in zone indifendibili, lasciò marcire i viveri catturati e, con l'inverno ormai alle porte, ritirò l'esercito e a Cesare, come se avesse concluso la guerra, scrisse una relazione fitta di parole altisonanti, ma vuota di fatti.