Traduzione di Paragrafo 72, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Quibus perpetratis Nero et contione militum habita bina nummum milia viritim manipularibus divisit addiditque sine pretio frumentum. Quo ante ex modo annonae utebantur. Tum quasi gesta bello expositurus, vocat senatum et triumphale decus Petronio Turpi[li]ano consulari, Cocceio Nervae praetori designato, Tigellino praefecto praetorii tribuit, Tigellinum et Nervam ita extollens, ut super triumphales in foro imagines apud Palatium quoque effigies eorum sisteret. Consularia insignia Nymphidio [Sabino decrecta, de quo] qu[ia] nunc primum oblatus est, pauca repetam: nam et ipse pars Romanarum cladium erit. Igitur matre libertine ortus, quae corpus decorum inter servos libertosque principum vulgaverat, ex C. Caesare se genitum ferebat, quoniam forte quadam habitu procerus et torvo vultu erat, sive C. Caesar, scortorum quoque cupiens, etiam matri eius inlusit. [...]

Traduzione all'italiano


Perpetrato tutto ciò, Nerone, adunati i pretoriani, distribuì a ciascuno duemila sesterzi e in aggiunta diede loro, gratuito, quel frumento che prima pagavano a prezzo di mercato. Poi, quasi dovesse riferire su imprese militari, convoca il senato e conferisce l'onore del trionfo all'ex console Petronio Turpiliano, al pretore designato Cocceio Nerva e al prefetto del pretorio Tigellino, esaltando gli ultimi due al punto da far collocare, oltre alle immagini trionfali nel foro, anche le loro statue nel palazzo imperiale. Le insegne consolari furono attribuite a Ninfidio. Incontriamo costui ora per la prima volta, e intendo darne qualche breve notizia, perché anch'egli sarà parte delle sciagure di Roma. Nato dunque da una liberta, che aveva prostituito il bellissimo corpo agli schiavi e ai liberti imperiali, si vantava come nato da Gaio Cesare, perché lo ricordava, casualmente, nell'alta statura e nell'aspetto torvo, o forse anche perché Gaio Cesare, cui non dispiacevano neanche le prostitute, si era goduto pure la madre di lui...