Traduzione di Paragrafo 6, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Haec plures ut formidine regis et Corbulonis minis patrata ac magnifica extollebat. Alii occulte pepigisse interpretabantur, ut omisso utrimque bello et abeunte Vologaese Tigranes quoque Armenia abscederet. Cur enim exercitum Romanum a Tigranocertis deductum? Cur deserta per otium quae bello defenderant? An melius hibernavisse in extrema Cappadocia, raptim erectis tuguriis, quam in sede regni modo retenti? Dilata prorsus arma, ut Vologaeses cum alio quam cum Corbulone certaret, Corbulo meritae tot per annos gloriae non ultra periculum faceret. Nam, ut rettuli, proprium ducem tuendae Armeniae poposcerat, et adventare Caesennius Paetus audiebatur. Iamque aderat, copiis ita divisis, ut quarta et duodecima legiones addita quinta, quae recens e Moesis excita erat, simul Pontica et Galatarum Cappadocumque auxilia Paeto oboedirent, tertia et sexta et decima legiones priorque Syriae miles apud Corbulonem manerent; cetera ex rerum usu sociarent partirenturve. Sed neque Corbulo aemuli patiens, et Paetus, cui satis ad gloriam erat, si proximus haberetur, despiciebat gesta, nihil caedis aut praedae, usurpatas nomine tenus urbium expugnationes dictitans: se tributa ac leges et pro umbra regis Romanum ius victis impositurum.

Traduzione all'italiano


Questa conclusione era magnificata dai più come risultato della paura del re e delle minacce di Corbulone. Altri ci volevano vedere accordi segreti, per cui, cessata la guerra dalle due parti, al rientro di Vologese, dovesse andarsene anche Tigrane dall'Armenia. Come spiegare, se no, il ritiro dell'esercito romano da Tigranocerta? Perché abbandonare, raggiunta la pace, ciò che si era difeso nel corso della guerra? Avrebbero forse passato le truppe un inverno migliore nell'estrema Cappadocia, in tuguri improvvisati, che non nella capitale di un regno da poco recuperato? Avevano evidentemente rimandato lo scontro, Vologese per vedersela con un generale diverso da Corbulone, Corbulone per non compromettere la gloria conquistata in tanti anni. Infatti, aveva richiesto, come già detto, un comandante col compito specifico di difendere l'Armenia, e circolava la voce che sarebbe arrivato Cesennio Peto. Anzi era già arrivato, e le truppe furono divise in modo che la quarta e la dodicesima legione, più la quinta, appena richiamata dalla Mesia, oltre a reparti ausiliari del Ponto, della Galazia e della Cappadocia, fossero agli ordini di Peto, mentre le legioni terza, sesta e decima e gli ausiliari già reclutati in Siria rimanessero con Corbulone; gli altri reparti potevano essere uniti o divisi secondo necessità. Ma Corbulone non tollerava un rivale, e Peto, alla cui gloria doveva bastare essere considerato secondo, sminuiva le imprese dell'altro, ripetendo che non s'erano viste stragi di nemici e bottino e che le espugnazioni di città erano solo nominali: lui sì avrebbe imposto tributi e leggi e il potere di Roma sui vinti, invece di un re fantoccio.