Traduzione di Paragrafo 31, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Et digressus Pacorum apud Medos, Vologaesen Ecbatanis repperit, non incuriosum fratris: quippe et propriis nuntiis a Corbulone petierat, ne quam imaginem servitii Tiridates perferret neu ferrum traderet aut complexu provincias obtinentium arceretur foribusve eorum adsisteret, tantusque ei Romae quantus consulibus honor esset. Scilicet externae superbiae sueto non inerat notitia nostri, apud quos vis imperii valet, inania tramittuntur.

Traduzione all'italiano


Messosi in cammino, trovò Pacoro in Media e Vologese a Ecbatana, quest'ultimo in ansia per la sorte del fratello. Vologese, infatti, attraverso propri inviati, aveva chiesto a Corbulone che Tiridate non subisse trattamenti che sottolineassero il suo ruolo subalterno, che non dovesse consegnare la spada, che i governatori delle province lo ricevessero immediatamente e gli riservassero l'abbraccio e che, a Roma, avesse gli onori goduti dai consoli. Era evidente che Vologese, abituato ai superbi protocolli stranieri, non conosceva la nostra mentalità, per cui conta la realtà effettiva del potere e non hanno presa le vuote formalità.