Traduzione di Paragrafo 30, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Addidit gloriae Corbulo comitatem epulasque; et rogitante rege causas, quotiens novum aliquid adverterat, ut initia vigiliarum per centurionem nuntiari, convivium bucina dimitti et structam ante augurale aram subdita face accendi, cuncta in maius attolens admiratione prisci moris adfecit. Postero die spatium oravit, quo tantum itineris aditurus fratres ante matremque viseret; obsidem interea filiam tradit litterasque supplices ad Neronem.

Traduzione all'italiano


Corbulone aggiunse alla sua gloria la cortesia, espressa con un banchetto. E alle richieste di spiegazione del re, ogniqualvolta osservava cose nuove, come l'inizio dei turni di guardia annunciati da un centurione, o un suono di tromba a segnare la fine del convivio, o l'accensione, con una fiaccola, dell'ara eretta davanti al pretorio, Corbulone, magnificando ogni cosa, suscitava la sua ammirazione per le nostre usanze di antica tradizione. Il giorno dopo, il re chiese un po' di tempo per visitare, accingendosi a un così lungo viaggio, i fratelli e la madre. Lasciò intanto, come ostaggio, la figlia e una lettera deferente per Nerone.