Traduzione di Paragrafo 17, Libro 15 di Tacito

Versione originale in latino


Ducum inter se brevis sermo secutus est, hoc conquerente inritum laborem, potuisse bellum fuga Parthorum finiri; ille integra utrique cuncta respondit: converterent aquilas et iuncti invaderent Armeniam abscessu Vologaesis infirmatam. Non ea imperatoris habere mandata Corbulo: periculo legionum commotum e provincia egressum; quando in incerto habeantur Parthorum conatus, Syriam repetiturum. Sic quoque optimam fortunam orandam, ut pedes confectus spatiis itinerum alacrem et facilitate camporum praevenientem equitem adsequeretur. Exim Paetus per Cappadociam hibernavit. At Vologaesi ad Corbulonem missi nuntii, detraheret castella trans Euphraten amnemque, ut olim, medium faceret; ille Armeniam quoque diversis praesidiis vacuam fieri expostulabat. Et postremo concessit rex; dirutaque quae Euphraten ultra communiverat Corbulo, et Armenii sine arbitro relicti sunt.

Traduzione all'italiano


Seguì un breve colloquio tra i due comandanti a confronto: uno lamentava l'inutilità della fatica e la possibilità sfumata di concludere la guerra con la fuga dei Parti; Peto gli rispose che conservavano intatte entrambi le proprie forze: bastava volgere le insegne e invadere congiunti l'Armenia indebolita dalla partenza di Vologese. Replicò Corbulone che quelle non erano le istruzioni ricevute da Cesare: lui era uscito dalla sua provincia indotto dal pericolo corso dalle legioni, ma ora che le iniziative dei Parti erano incerte sarebbe ritornato in Siria. E anche così c'era solo da augurarsi che i suoi fanti, spossati dalle lunghe marce, non si facessero battere sul tempo dalla cavalleria dei Parti, efficiente e in grado di precederli attraverso agevoli pianure. In seguito Peto passò l'inverno in Cappadocia. Vologese inviò messi a Corbulone, perché smantellasse le fortificazioni al di là dell'Eufrate e ripristinasse, come prima, la linea di confine sul fiume; Corbulone, da parte sua, pretendeva che anche l'Armenia fosse sgombrata dai presidi nemici sparsi ovunque. Alla fine il re acconsentì. Corbulone abbatté le piazzeforti costruite oltre l'Eufrate e gli Armeni furono lasciati liberi da ingerenze.