Traduzione di Paragrafo 60, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Igitur accepto patrum consulto, postquam cuncta scelerum suorum pro egregiis accipi videt, exturbat Octaviam, sterilem dictitans; exim Poppaeae coniungitur. Ea diu paelex et adulteri Neronis, mox mariti potens, quendam ex ministris Octaviae impulit servilem ei amorem obicere. Destinaturque reus cognomento Eucaerus, natione Alexandrinus, canere per tibias doctus. Actae ob id de ancillis quaestiones, et vi tormentorum victis quibusdam, ut falsa adnuerent, plures perstitere sanctitatem dominae tueri; ex quibus una instanti Tigellino castiora esse muliebria Octaviae respondit quam os eius. Movetur tamen primo civilis discidii specie domumque Burri, praedia Plauti infausta dona accipit; mox in Campania[m] pulsa est addita militari custodia. Inde crebri questus nec occulti per vulgum, cui minor sapientia [et] ex mediocritate fortunae pauciora pericula sunt. His [...] tamquam Nero paenitentia flagitii coniugem revocarit Octaviam.

Traduzione all'italiano


Dopo questa risposta avuta col decreto senatorio e constatato che tutti i suoi delitti erano stati accolti come ottime imprese, scaccia Ottavia, addebitandole la sterilità; e, subito dopo, si unisce con Poppea. Costei, da tempo sua concubina e capace di tenere in pugno Nerone, come amante prima e come marito dopo, spinse uno dei servi di Ottavia a denunciarla per una tresca amorosa con uno schiavo. L'accusa venne costruita e fatta ricadere su un tale di nome Eucero, nativo di Alessandria, un suonatore di flauto. Le ancelle vennero sottoposte a interrogatorio e alcune furono indotte, con la violenza della tortura, ad ammettere il falso; ma più furono quante persistettero nel difendere la castità della padrona, e una di esse, sotto le pressanti domande di Tigellino, gli rispose: "Il sesso di Ottavia è più casto della tua bocca." Tuttavia Ottavia venne allontanata, fingendo dapprima una separazione legale, ed ebbe, infausti doni, la casa di Burro e le terre di Plauto; in seguito fu relegata in Campania, sotto sorveglianza militare. Tale misura sollevò proteste insistenti ed esplicite tra il popolo, che è meno prudente e corre, per la modestia della sua condizione, rischi minori. A queste voci di protesta [...] Nerone, come se si fosse pentito del gesto, aveva richiamato la moglie Ottavia.