Traduzione di Paragrafo 58, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Plauto parari necem non perinde occultum fuit, quia pluribus salus eius curabatur, et spatium itineris ac maris tempusque interiectum moverat famam. Vulgoque fingebant petitum ab eo Corbulonem, magnis tum exercitibus praesidentem et, clari atque insontes si interficerentur, praecipuum ad pericula. Quin et Asiam favore iuvenis arma cepisse, nec milites ad scelus missos aut numero validos aut animo promptos, postquam iussa efficere nequiverint, ad spes novas transisse. V[a]na haec more famae credentium otio a[ug]ebantur; ceterum libertus Plauti celeritate ventorum praevenit centurionem et mandata L. Antistii soceri attulit: effugeret segnem mortem, dum suffugium [ess]et: magni nominis miseratione reperturum bonos, consociaturum audaces; nullum interim subsidium aspernandum. Si sexaginta milites (tot enim adveniebant) propulisset, dum refertur nuntius Neroni, dum manus alia permeat, multa secutura, quae adusque bellum evalescerent. Denique aut salutem tali consilio quaeri, aut nihil gravius audenti quam ignavo patiendum esse.

Traduzione all'italiano


L'organizzazione dell'assassinio di Plauto non fu altrettanto segreta, perché la sua immunità stava a cuore a molti e perché, nel tempo impiegato per compiere un così lungo viaggio per terra e per mare, erano circolate delle voci. Secondo chiacchiere infondate, seppure diffuse, Plauto si sarebbe recato da Corbulone, perché allora a capo di grandi eserciti, e perché egli più di tutti poteva sentirsi esposto a gravi rischi, nel caso venissero uccise personalità di primo piano e senza colpe. Inoltre si diceva che l'Asia avesse impugnato le armi a sostegno del giovane Plauto e che i soldati inviati per il delitto, né numerosi né decisi, vista l'impossibilità di eseguire gli ordini, gli si fossero messi a disposizione per un colpo di stato. Tutte fantasie ingigantite - perché così è delle chiacchiere - dalla credulità di gente sfaccendata. In realtà, un liberto di Plauto, sfruttando il favore dei venti, anticipò il centurione e gli portò un messaggio del suocero Lucio Antistio: sfuggisse a una morte da codardo, finché c'era scampo; avrebbe trovato persone oneste, sensibili al dramma di un uomo con un nome così grande, e raccolto attorno a sé uomini decisi; intanto non doveva rinunciare a nessuna possibilità di aiuto. Se avesse respinto sessanta soldati (tanti erano in arrivo), prima che la notizia fosse stata riportata a Nerone e che un'altra schiera fosse giunta, molte cose potevano succedere, capaci di sfociare perfino in una guerra. Insomma era questa una soluzione che gli offriva la salvezza e, in ogni caso, nessun danno più grave poteva subire dall'audacia che dalla remissività.