Traduzione di Paragrafo 56, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Verum et tibi valida aetas rebusque et fructui rerum sufficiens, et nos prima imperii spatia ingredimur, nisi forte aut te Vitellio ter consuli aut me Claudio postponis, et quantum Volusio longa parsimonia quaesivit, tantum in te mea liber[ali]tas explere non potest. Quin, si qua in parte lubricum adulescentiae nostrae declinat, revocas ornatumque robur subsidio impensius regis? Non tua moderatio si reddideris pecuniam, nec quies, si reliqueris principem, sed mea avaritia, meae crudelitatis metus in ore omnium versabitur. Quod si maxime continentia tua laudetur, non tamen sapienti viro decorum fuerit, unde amico infamiam paret, inde gloriam sibi recipere." his adicit complexum et oscula, factus natura et consuetudine exercitus velare odium fallacibus blanditiis. Seneca, qui finis omnium cum dominante sermonum, grates agit; sed instituta prioris potentiae commutat, prohibet coetus salutantium, vitat comitantes, rarus per urbem, quasi valetudine infensa aut sapientiae studiis domi attineretur.

Traduzione all'italiano


Peraltro l'età tua è vigorosa e sei all'altezza di affrontare i tuoi compiti con successo, e noi siamo solo nella prima fase del nostro potere, a meno che tu non voglia posporre te a Vitellio, tre volte console, o me a Claudio e pensare che quanto ha procurato a Volusio una lunga parsimonia, altrettanto non possa realizzare verso di te la mia generosità. E poi, se il terreno lubrico della nostra giovinezza ci svia talvolta dal retto cammino, non vorrai tu richiamarci, e non guideresti col tuo aiuto ancor più premuroso le nostre fiorenti energie? Non il tuo senso della misura, se mi renderai il denaro, non il tuo bisogno di riposo, se lascerai il principe, ma la mia cupidigia e la tua paura della mia crudeltà saranno sulle bocche di tutti. E, quand'anche prevalessero le lodi per la tua continenza, non sarebbe, in ogni caso, bello per un saggio acquistarsi gloria proprio recando infamia a un amico." Alle parole fa seguire abbracci e baci, fatto com'era per natura e per consuetudine esercitato a velare l'odio con affettuosità false. Seneca, perché così finiscono tutti i discorsi coi tiranni, ringraziò. Cambia però le precedenti abitudini di quand'era potente, allontana la folla dei visitatori, evita gli accompagnatori, si fa vedere poco in città, come fosse trattenuto in casa da malferma salute o dallo studio della filosofia.