Traduzione di Paragrafo 45, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Sententiae Cassii ut nemo unus contra ire ausus est, ita dissonae voces respondebant numerum aut aetatem aut sexum ac plurimorum indubiam innocentiam miserantium: praevaluit tamen pars, quae supplicium decernebat. Sed obtemperari non poterat, conglobata multitudine et saxa ac faces min[it]tante. Tum Caesar populum edicto increpuit atque omne iter, quo damnati ad poenam ducebantur, militaribus praesidiis saepsit. Censuerat Cingonius Varro, ut liberti quoque, qui sub eodem tecto fuissent, Italia deportarentur. Id a principe prohibitum est, ne mos antiquus, quem misericordia non minuerat, per saevitiam intenderetur.

Traduzione all'italiano


Nessuno osò controbattere, personalmente, alle argomentazioni di Cassio, ma gli risposero le voci confuse di chi si preoccupava del numero, dell'età, del sesso e dell'indubbia innocenza della stragrande maggioranza. Prevalse tuttavia la parte che voleva la condanna. Ma era impossibile farla eseguire, per la gran folla radunatasi, che minacciava con pietre e con fiaccole. Allora Cesare attaccò duramente il popolo con un editto e fece presidiare da militari il percorso lungo il quale dovevano passare i condannati al supplizio. Cingonio Varrone si era espresso per la deportazione dall'Italia anche dei liberti, che si trovavano nella medesima casa. Ma vi si oppose il principe, perché una consuetudine antica, impietosamente applicata, non fosse inasprita dalla crudeltà.