Traduzione di Paragrafo 41, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Perculit is dies Pompeium quoque Aelianum, iuvenem quaestorium, tamquam flagitiorum Fabiani gnarum, eique Italia et Hispania, in qua ortus erat, interdictum est. Pari ignominia Valerius Ponticus adficitur, quod reos, ne apud praefectum urbis arguerentur, ad praetorem detulisset, interim specie legum, mox praevaricando ultionem elusurus. Additur senatus consulto, qui talem operam emptitasset vendidissetve, perinde poena teneretur ac publico iudicio calumniae condemnatus.

Traduzione all'italiano


Quel giorno vide la condanna anche di Pompeo Eliano, un giovane ex questore ritenuto complice dell'imbroglio perpetrato da Fabiano; e fu bandito dall'Italia e dalla Spagna, dove era nato. La stessa pena infamante tocca a Valerio Pontico, per aver denunciato gli imputati davanti al pretore, onde evitarne il deferimento al prefetto della città: il suo proposito era di dare, al momento, una parvenza di legalità, per poi riuscire a evitar loro, mediante violazioni, la condanna. Seguì poi un decreto del senato, in base al quale, chi avesse offerto o ricevuto denaro per tali manovre, sarebbe incorso nella stessa pena di chi, in pubblico giudizio, venisse condannato per calunnia.