Traduzione di Paragrafo 38, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Contractus deinde omnis exercitus sub pellibus habitus est ad reliqua belli perpetranda. Auxitque copias Caesar missis ex Germania duobus legionariorum milibus, octo auxiliarium cohortibus ac mille equitibus quorum adventu nonani legionario milite suppleti sunt. Cohortes alaeque novis hibernaculis locatae, quodque nationum ambiguum aut adversum fuerat, igni atque ferro vastatum. Sed nihil aeque quam fames adfligebat serendis frugibus incuriosos, et omni aetate ad bellum versa, dum nostros commeatus sibi destinant. Gentesque praeferoces tardius ad pacem inclina[ba]nt, quia Iulius Classicianus, successor Cato missus et Suetonio discors, bonum publicum privatis simultatibus impediebat disperseratque novum legatum opperiendum esse, sine hostili ira et superbia victoris clementer deditis consulturum. Simul in urbe[m] mandabat, nullum proelio[rum] finem exspectarent, nisi succederetur Suetonio, cuius adversa pravitati ipsius, prospera ad fortunam referebat.

Traduzione all'italiano


L'esercito fu poi radunato al completo e tenuto sotto le tende, per concludere le operazioni militari. Cesare aumentò il contingente con l'invio di duemila legionari dalla Germania, di otto coorti di ausiliari e di mille cavalieri: col loro arrivo furono rimpiazzati i vuoti della nona legione. Coorti e squadroni alleati vennero sistemati nel nuovo campo invernale, e le tribù dimostratesi prima indecise oppure ostili furono messe a ferro e a fuoco. Ma nulla quanto la fame affliggeva quelle genti, che non s'erano preoccupate di fare la semina, poiché gli uomini d'ogni età s'eran dati alla guerra, contando sui nostri rifornimenti. Tuttavia quei popoli, già tanto fieri, ancor più recalcitravano ai pensieri di pace, perché Giulio Classiciano, speditovi come sostituto di Cato e in disaccordo con Svetonio, metteva a repentaglio, per questioni personali, il bene comune, spargendo la voce che era meglio per i Britanni attendere il nuovo legato, che avrebbe saputo trattare con clemenza, senza aggressività di nemico e arroganza di vincitore chi si fosse arreso. Faceva intanto sapere a Roma che non si aspettassero una conclusione degli scontri, a meno che non venisse sostituito Svetonio, alla cui pessima gestione attribuiva i rovesci, mentre i successi al puro caso.