Traduzione di Paragrafo 35, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Boudicca curru filias prae se vehens, ut quamque nationem accesserat, solitum quidem Britannis feminarum ductu bellare testabatur, sed tunc non ut tantis maioribus ortam regnum et opes, verum ut unam e vulgo libertatem amissam, confectum verberibus corpus, contrectatam filiarum pudicitiam ulcisci. Eo provectas Romanorum cupidines, ut non corpora, ne senectam quidem aut virginitatem impollutam relinquant. Adesse tamen deos iustae vindictae; cecidisse legionem, quae proelium ausa sit; ceteros castris occultari aut fugam circumspicere. Ne strepitum quidem clamorem tot milium, nedum impetus et manus perlaturos. Si copias armatorum, si causas belli secum expenderent, vincendum illa acie vel cadendum esse. Id mulieri destinatum: viverent viri et servirent.

Traduzione all'italiano


Boudicca, tenendo su un carro, avanti a sé, le figlie, passava in rassegna le varie tribù: non era insolito - ricordava - per i Britanni combattere sotto la guida di una donna; ma lei ora non intendeva, quale discendente da nobili antenati, rifarsi della perdita del regno e delle ricchezze, bensì, come una donna qualunque, vendicare la perdita della libertà, riscattare il proprio corpo fustigato e il pudore violato delle figlie. Le voglie dei Romani si erano spinte così avanti da non lasciare inviolati i corpi, senza riguardo per la vecchiaia o la verginità. Ma c'erano adesso i numi della giusta vendetta: caduta era la legione che aveva osato dare battaglia; gli altri stavano nascosti negli accampamenti e spiavano il modo di fuggire. E questi Romani, che non avrebbero sopportato il fragore e le grida di tante migliaia di uomini, come potevano reggere all'assalto e alla mischia? Se valutavano il numero degli uomini in campo e le ragioni della guerra, non c'erano dubbi: dovevano, in quella battaglia, o vincere o morire. Questa era la scelta compiuta da una donna: gli uomini tenessero pure alla vita e fossero schiavi.