Traduzione di Paragrafo 30, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Stabat pro litore diversa acies, densa armis virisque, intercursantibus feminis, [quae] in modum Furiarum veste ferali, crinibus disiectis faces praeferebant; Druidaeque circum, preces diras sublatis ad caelum manibus fundentes, novitate adspectus perculere militem, ut quasi haerentibus membris immobile corpus vulneribus praeberent. Dein cohortationibus ducis et se ipsi stimulantes, ne muliebre et fanaticum agmen pavescerent, inferunt signa sternuntque obvios et igni suo involvunt. Praesidium posthac impositum victis excisique luci saevis superstitionibus sacri: nam cruore captivo adolere aras et hominum fibris consulere deos fas habebant. Haec agenti Suetonio repentina defectio provinciae nuntiatur.

Traduzione all'italiano


Li aspettava sulla spiaggia un ben strano schieramento nemico, denso d'uomini e d'armi e percorso da donne, in vesti nere, a mo' di Furie, impugnanti fiaccole; attorno i Druidi, levate le mani al cielo, lanciavano maledizioni terribili: la novità della scena impressionò i soldati, per cui offrivano, come paralizzati, ai colpi nemici il corpo immobile. Poi, stimolati dal comandante e incitandosi a vicenda a non mostrare paura di fronte a una banda di donne e di invasati, avanzano, abbattono chi li fronteggia e li travolgono nei loro stessi fuochi. Fu imposto, in seguito, ai vinti un presidio e furono abbattuti i boschi consacrati a culti barbarici: era infatti un loro atto rituale bagnare gli altari del sangue dei prigionieri e consultare gli dèi con viscere umane. L'operazione era in pieno svolgimento, quando Svetonio viene informato della ribellione della provincia.