Traduzione di Paragrafo 26, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Quin et Tiridaten per Medos extrema Armeniae intrantem praemisso cum auxiliis Verulano legato atque ipse legionibus citis abire procul ac spem belli omittere subegit; quosque nobis aversos animis cognoverat, caedibus et incendiis perpopulatus possessionem Armeniae usurpabat, cum advenit Tigranes a Nerone ad capessendum imperium delectus, Cappadocum e nobilitate, regis Archelai nepos, sed quod diu obses apud urbem fuerat, usque ad servilem patientiam demissus. Ne[c] consensu acceptus, durante apud quosdam favore Arsacidarum: at plerique superbiam Parthorum perosi datum a Romanis regem malebant. Additum et praesidium, mille legionarii, tres sociorum cohortes duaeque equitum alae; et quo facilius novum regnum tueretur, pars Armeniae, ut cuique finitima, P[h]ar[a]s[ma]ni Pol[emon]ique et Aristobulo atque Antiocho parere iussae sunt. Corbulo in Syriam abscessit, morte Ummidii legati vacuam ac sibi permissam.

Traduzione all'italiano


Quando poi Tiridate tentò di penetrare, attraverso la Media, nelle aree più lontane dell'Armenia, Corbulone, mandato avanti con reparti ausiliari il legato Verulano, e affiancatoglisi, rapido, con le sue legioni, lo costrinse ad allontanarsi e a dimettere ogni speranza di guerra. Seminando incendi e stragi, devastò i territori di quanti sapeva ostili a noi, e stava per prendere possesso dell'Armenia, quando giunse Tigrane, scelto da Nerone per assumere il potere: era un nobile originario della Cappadocia, nipote del re Archelao, ma rassegnato, dopo una lunga permanenza a Roma come ostaggio, a una sottomissione servile. Non fu accolto con favore unanime, perché rimanevano forti, in alcuni, le simpatie per gli Arsacidi; ma erano di più quanti, in odio alla superbia dei Parti, preferivano un re dato dai Romani. Gli venne assegnata anche una scorta di mille legionari con tre coorti alleate e due squadroni di cavalleria; e, per controllare più facilmente il nuovo regno, alcune parti dell'Armenia, in base alle posizioni di confine, ebbero l'ordine di obbedire a Farasmane, Polemone, Aristobulo e Antioco. Corbulone rientrò in Siria che, rimasta senza governatore per la morte del legato Ummidio, gli era stata affidata.