Traduzione di Paragrafo 16, Libro 14 di Tacito

Versione originale in latino


Ne tamen ludicrae tantum imperatoris artes notescerent, carminum quoque studium adfectavit, contractis quibus aliqua pangendi facultas necdum insignis aestimatio. Hi considere simul, et adlatos vel ibidem repertos versus conectere atque ipsius verba quoquo modo prolata supplere. Quod species ipsa carminum docet, non impetu et instinctu nec ore uno fluens. Etiam sapientiae doctoribus tempus impertiebat post epulas, utque contraria adseverantium discordia frueretur. Nec deerant qui ore vultuque tristi inter oblectamenta regia spectari cuperent.

Traduzione all'italiano


Ma perché sulla scena non brillassero solo le sue doti di recitazione, si dedicò anche alla poesia, raccogliendo attorno a sé quanti, benché non ancora noti, avessero talento nella versificazione. Costoro, dopo una buona cena, si riunivano a ricucire versi già composti o improvvisati da Nerone e ad aggiustare le formulazioni approssimative del medesimo, come dimostra la forma stessa delle sue poesie, che fluiscono senza vigore né ispirazione e in totale assenza di unità stilistica. A conclusione dei banchetti dedicava tempo anche ai filosofi, per divertirsi alle polemiche fra sostenitori di tesi opposte. Non mancava chi si compiaceva di farsi ammirare, tra le frivolezze della corte, con discorsi seri e compassati.