Traduzione di Paragrafo 9 - Traduzione 2, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum uterque ad Vologesem regem nuntiis monebant pacem quam bellum mallet, datisque obsidibus solitam prioribus reverentiam in populum Romanum continuaret. Et Vologeses, quo bellum ex commodo pararet, an ut aemulationis suspectos per nomen obsidum amoveret, tradit nobilissimos ex familia Arsacidarum. Accepitque eos centurio Insteius ab Ummidio missus, forte prior ea de causa adito rege. Quod postquam Corbuloni cognitum est, ire praefectum cohortis Arrium Varum et reciperare obsides iubet. Hinc ortum inter praefectum et centurionem iurgium ne diutius externis spectaculo esset, arbitrium rei obsidibus legatisque, qui eos ducebant, permissum. Atque illi recentem gloria et inclinatione quadam etiam hostium, Corbulonem praetulere. Unde discordia inter duces, querente Ummidio praerepta quae suis consiliis patravisset, testante contra Corbulone non prius conversum regem ad offerendos obsides, quam ipse dux bello delectus spes eius ad metum mutaret. Nero, quo componeret diversos, sic evulgari iussit: ob res a Quadrato et Corbulone prospere gestas laurum fascibus imperatoriis addi. Quae in alios consules egressa coniunxi.

Traduzione all'italiano


Del resto l'uno e l'altro, avendo inviato dei messaggeri al re Vologese, gli consigliavano che preferisse la pace anziché la guerra e che, dati degli ostaggi, continuasse ad avere verso il popolo romano il solito rispetto ai precedenti (re). E Vologese, affinché preparasse la guerra adeguatamente, oppure per allontanare sotto il nome di ostaggi quelli che erano temuti di emulazione, cede alcuni membri nobilissimi della famiglia degli Arsacidi. E li ricevette il centurione Insteio spedito da Ummidio, che per caso prima si era incontrato con il re per quel motivo. Quando tale cosa fu nota a Corbulone, comanda al prefetto della coorte Arrio Vario di andare e recuperare gli ostaggi. Affinché il litigio nato da qui tra il prefetto e il centurione non fosse più a lungo di spettacolo agli stranieri, fu affidata la decisione della questione agli ostaggi e ai legati che li conducevano. E quelli preferirono Corbulone ancora fresco di gloria e per una certa simpatia anche dei nemici. Da cui sorse la discordia fra i comandanti lagnandosi Ummidio che fossero state sottratte a lui le cose che aveva ottenute con il suo giudizio, dichiarando al contrario Corbulone che il re non si era volto a concedere gli ostaggi prima che egli stesso, scelto come comandante per la guerra, avesse mutato la speranza di lui in paura. Nerone, per mettere d'accordo i contendenti, diede ordine che si annunciasse così: per le imprese compiute felicemente da Quadrato e da Corbulone veniva aggiunto l'alloro ai fasci littori. Tali avvenimenti, estesisi anche negli altri consolati, ho esposto senza interruzione.