Traduzione di Paragrafo 18 - Traduzione 2, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Exim largitione potissimos amicorum auxit. Nec defuere qui arguerent viros gravitatem adseverantes, quod domos villas id temporis quasi praedam divisissent. Alii necessitatem adhibitam credebant a principe, sceleris sibi conscio et veniam sperante, si largitionibus validissimum quemque obstrinxisset. At matris ira nulla munificentia leniri, sed amplecti Octaviam, crebra cum amicis secreta habere, super ingenitam avaritiam undique pecunias quasi in subsidium corripiens, tribunos et centuriones comiter excipere, nomina et virtutes nobilium, qui etiam tum supererant, in honore habere, quasi quaereret ducem et partes. Cognitum id Neroni, excubiasque militares, quae ut coniugi imperatoris olim, tum ut matri servabantur, et Germanos nuper eundem [in] honorem custodes additos digredi iubet. Ac ne coetu salutantium frequentaretur, separat domum matremque transfert in eam, quae Antoniae fuerat, quotiens ipse illuc ventitaret, saeptus turba centurionum et post breve osculum digrediens.

Traduzione all'italiano


Subito dopo favorì con un’elargizione i più fidati amici. Né mancarono quelli che accusavano quegli uomini che predicavano la severità (dei costumi) per il fatto che in quel tempo avevano diviso come una preda case e ville. Altri ritenevano che fosse stata usata la necessità dal principe consapevole del delitto e che sperava il perdono se con le elargizioni avesse legato a sé tutti i più importanti. Però, la rabbia della madre da nessuna generosità era mitigata, ma sosteneva Ottavia, aveva frequenti colloqui segreti con gli amici, raccogliendo (avidamente) da ogni parte denari come per sostegno in aggiunta alla sua congenita avidità, riceveva affabilmente tribuni e centurioni, teneva in onore i nomi e le doti dei nobili che ancora allora rimanevano, come se cercasse un capo e un partito. Ciò vien risaputo da Nerone e dà ordine di partire alle sentinelle militari che un tempo erano riservate come alla consorte del principe, allora come a madre, e ai Germani, aggiunti poco prima, come custodi allo stesso onore. E affinché non fosse frequentata dalla folla dei salutanti, separa la casa e trasferisce la madre in quella che era stata di Antonia, tutte le volte che egli si recava lì, circondato da una schiera di centurioni e allontanandosi da lì dopo un breve bacio.