Traduzione di Paragrafo 12 - Traduzione 2, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum infracta paulatim potentia matris, delapso Nerone in amorem libertae, cui vocabulum Acte fuit, simul adsumptis in conscientiam M. Othone et Claudio Senecione, adulescentulis decoris, quorum Otho familia consulari, Senecio liberto Caesaris patre genitus. Ignara matre, dein frustra obnitente, penitus inrepserat per luxum et ambigua secreta, ne senioribus quidem principis amicis adversantibus, muliercula, nulla ciusquam iniura, cupidines principis explente,quando uxore ab Octavia, nobili quidem et probitatis spectatae, fato quodam, an quia praevalent inlicita, abhorrebat, metuebaturque ne in stupra feminarum inlustrium prorumperet, si illa libidine prohiberetur.

Traduzione all'italiano


Però, andò indebolendosi poco a poco la forza della madre, essendo Nerone lasciato andare all'amore di una liberta alla quale fu nome Atte, avendo presi nello stesso tempo come confidenti Marco Ottone e Claudio Senecione, giovani di bell'aspetto, dei quali Ottone (era) di famiglia consolare, Senecione era nato da padre liberto di Cesare. Essendone la madre ignara, poi opponendovisi inutilmente, Atte si era insinuata profondamente (nell'animo di Nerone) con la lussuria e con segrete equivoche dissolutezze, nemmeno contrariandolo gli amici più anziani del principe, una donna, senza alcuna offesa a qualcuno, soddisfaceva i desideri del principe, dato che per un certo destino o perché le cose proibite prevalgono, egli detestava la moglie Ottavia, donna indubbiamente nobile e di stimata onestà, e si aveva timore che si scatenasse in violenze contro donne di famiglie di alto rango, se gli fosse stata tolta quella passione.