Traduzione di Paragrafo 26 - Traduzione 2, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Per idem tempus, actum in senatu de fraudibus libertorum, efflagitatumque ut adversus male meritos revocandae libertatis patronis daretur. Nec deerant qui censerent, sed consules, relationem incipere non ausi ignaro principe, perscripsere tamen consensum senatus. Ille an auctor constitutionis fieret dubitabat, ut inter paucos et sententiae diversos, quibusdam coalitam libertate inreverentiam eo prorupisse frementibus, ut iam aequo cum patronis iure agerent sententiam eorum consultarent ac verberibus manus ultro intenderent, impudenter, vel poenam suam ipsi suadentes. Quid enim aliud laeso patrono concessum, quam ut centesimum ultra lapidem in oram Campaniae libertum releget? Ceteras actiones promiscas et pares esse: tribuendum aliquod telum, quod sperni nequeat. Nec grave manu missis per idem obsequium retinendi libertatem, per quod adsecuti sint: at criminum manifestos merito ad servitutem retrahi, ut metu coerceantur, quos beneficia non mutavissent.

Traduzione all'italiano


Nello stesso tempo si discusse in senato sugli inganni dei liberti e fu sollecitato che nei riguardi di quelli che avevano meritato male (di quelli che si erano resi colpevoli di ingratitudine), si permettesse ai patroni il diritto di abrogare la libertà. Né mancavano di quelli che erano favorevoli, ma i consoli, non avendo osato incominciare la relazione, essendone il principe non al corrente, riferirono ciononostante a lui l’approvazione del senato. Egli era in dubbio se farsi fautore del decreto, siccome tra pochi e separati quanto a opinione, perché alcuni affermavano protestando che la sfrontatezza incrementata con la libertà era satura a tal punto che ormai i liberti discutevano con i patroni con pari diritto, rendevano nulla la loro volontà e naturalmente tendevano le mani ai colpi, essi stessi suggerendo incautamente pure la propria punizione. Che altro infatti era stato conferito al patrono insultato se non di esiliare il liberto oltre il centesimo miglio sulla costa della Campania? Le altre azioni erano senza discriminazioni ed uguali: bisognava assegnare qualche arma che non potesse essere tenuta in non conto. Né doveva essere pesante per i manomessi il fatto di conservare la libertà grazie a quello stesso rispetto in virtù del quale l'avevano ricevuta: ma i manifestamente colpevoli giustamente erano da rispedirsi alla schiavitù affinché fossero obbligati dalla paura quelli che i benefici non avevano mutato.