Traduzione di Paragrafo 8, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Sed apud senatum omnia in maius celebrata sunt sententiis eorum, qui supplicationes et diebus supplicationum vestem principi triumphalem, utque ovans urbem iniret, effigiemque eius pari magnitudine ac Martis Ultoris eodem in templo censuere, praeter suetam adulationem laeti, quod Domitium Corbulonem retinendae Armeniae praeposuerat videbaturque locus virtutibus patefactus. Copiae Orientis ita dividuntur, ut pars auxiliarium cum duabus legionibus apud provinciam Syriam et legatum eius Quadratum Ummidium remaneret, par civium sociorumque numerus Corbuloni esset, additis cohortibus alisque, quae [in] Cappadocia hiemabant. Socii reges, prout bello conduceret, parere iussi; sed studia eorum in Corbulonem promptiora erant. Qui ut [instaret] famae, quae in novis coeptis validissima est, itinere propere confecto apud Aegeas civitatem Ciliciae obvium Quadratum habuit, illuc progressum, ne, accipiendas copias Syriam intravisset Corbulo, omnium ora in se verteret, corpore ingens, verbis magnificis et super experientiam sapientiamque etiam specie inanium validus.

Traduzione all'italiano


In senato però questi fatti ebbero un'esagerata risonanza nei discorsi di chi proponeva cerimonie di ringraziamento agli dèi e la comparsa, nei giorni di tali cerimonie, del principe in veste trionfale e un'ovazione al suo ingresso in Roma, e una statua a Nerone, nel tempio di Marte Ultore, di grandezza pari a quella del dio. Ma, oltre alla consueta adulazione, si compiacevano che, per controllare l'Armenia, vi avesse messo a capo Domizio Corbulone, il che significava aprire la strada al merito. Questa fu la ripartizione che subirono le forze d'Oriente: parte delle truppe ausiliarie e due legioni rimanevano nella provincia di Siria col legato Quadrato Ummidio, mentre un egual numero di legionari e di alleati stava agli ordini di Corbulone, con l'aggiunta delle coorti e delle ali di cavalleria che, durante l'inverno, erano stanziate in Cappadocia. Ai re alleati si ingiunse di mettersi a disposizione, secondo le necessità della guerra; ma le loro simpatie andavano a Corbulone. Questi, attento a consolidare la propria fama, il che, all'inizio delle operazioni, ha grande rilievo, con una marcia rapida, si incontrò in Egea, città della Cilicia, con Quadrato, che si era spinto fin là per evitare che Corbulone, se fosse entrato in Siria per ricevere i suoi soldati, attirasse l'attenzione di tutti su di sé, perché imponente di statura, capace di far presa con la parola e perché suggestivo, a parte l'esperienza e la saggezza, anche per il fascino esteriore della sua figura.