Traduzione di Paragrafo 53, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Quietae ad id tempus res in Germania fuerant, ingenio ducum, qui pervulgatis triumphi insignibus maius ex eo decus sperabant, si pacem continuavissent. Paulinus Pompeius et L. Vetus ea tempestate exercitui praeerant. Ne tamen segnem militem attinerent, ille inchoatum ante tres et sexaginta annos a Druso aggerem coercendo Rheno absolvit, Vetus Mosellam atque [Ararim] facta inter utrumque fossa conectere parabat, ut copiae per mare, dein Rhodano et Arare subvectae per eam fossam, mox fluvio Mosella in Rhenum, exim Oceanum decurrerent, sublatisque itineris difficultatibus navigabilia inter se Occidentis Septentrionisque litora fierent. Invidit operi Aelius Gracilis Belgicae legatus, deterrendo Veterem, ne legiones alienae provinciae inferret studiaque Galliarum adfectaret, formidolosum id imperatori dictitans, quo plerumque prohibentur conatus honesti.

Traduzione all'italiano


La situazione in Germania fino a quel tempo era rimasta tranquilla per merito dei comandanti che, in un periodo di facile concessione di insegne trionfali, si attendevano maggior gloria dall'aver saputo conservare la pace. Erano alla testa dell'esercito, in quella fase, Paolino Pompeo e Lucio Vetere. Per non tenere i soldati inattivi, il primo concluse la costruzione dell'argine, a contenimento del Reno, iniziato sessantatré anni prima da Druso; Vetere si apprestava alla costruzione di un canale di collegamento tra la Mosella e l'Arar, in modo che i convogli provenienti dal mare, risalendo il Rodano e l'Arar, passassero poi, per mezzo di quel canale, lungo la Mosella, nel Reno e di qui nell'Oceano, per cui, superate le difficoltà del percorso via terra, fosse possibile stabilire una linea navigabile tra i lidi dell'Occidente e quelli del Settentrione. Ma il progetto suscitò gelosie nel legato della Belgica Elio Gracile, che dissuase Vetere dal portare le legioni in una provincia altrui e dal puntare alla popolarità tra i Galli, accampando le probabili apprensioni, per questo fatto, dell'imperatore: speciosi argomenti, con cui spesso si bloccano iniziative lodevoli.