Traduzione di Paragrafo 40, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


At Tiridates pudore et metu, ne, si concessisset obsidioni, nihil opis in ipso videretur, si prohiberet, impeditis locis seque et equestres copias inligaret, statuit postremo ostendere aciem et dato die proelium incipere vel simulatione fugae locum fraudi parare. Igitur repente agmen Romanum circumfundit, non ignaro duce nostro, qui viae pariter et pugnae composuerat exercitum. Latere dextro tertia legio, sinistro sexta incedebat, mediis decimanorum delectis; recepta inter ordines impedimenta, et tergum mille equites tuebantur, quibus iusserat, ut instantibus comminus resisterent, refugos non sequerentur. In cornibus pedes sagittarius et cetera manus equitum ibat, productior cornu sinistro per ima collium, ut, si hostis intravisset, fronte simul et sinu exciperetur. Adsultare ex diverso Tiridates, non usque ad ictum teli, sed tum minitans, tum specie trepidantis, si laxare ordines et diversos consectari posset. Ubi nihil temeritate solutum, nec amplius quam decurio equitum audentius progressus et sagittis confixus ceteros ad obsequium exemplo firmaverat, propinquis tam tenebris abscessit.

Traduzione all'italiano


Tiridate, diviso fra la vergogna e la paura di apparire incapace di impedire l'assedio, se non si fosse opposto, e temendo, per altro verso, di farsi imbottigliare in luoghi inadatti alla sua cavalleria, se lo avesse ostacolato, si risolve finalmente a spiegare le sue forze e a dare, al momento opportuno, battaglia, o a costruirsi l'occasione per un agguato, fingendo la fuga. Circonda dunque d'improvviso la colonna romana, ma senza sorprendere il nostro comandante, che aveva predisposto a un tempo il suo esercito per la marcia e per la battaglia. Sul fianco destro procedeva la terza legione, sulla sinistra la sesta, al centro reparti scelti della decima, con le salmerie tra le file, e la copertura, alle spalle, di mille cavalieri, per i quali l'ordine era di impegnare a stretto contatto il nemico, se attaccava, ma di non seguirlo, in caso di ritirata. Alle ali avanzavano gli arcieri di fanteria e il resto dei cavalieri, con l'ala sinistra allargata verso le pendici dei colli, in modo che, se il nemico avesse sfondato le linee, si trovasse preso di fronte e sui fianchi insieme. Tiridate faceva cariche d'assaggio in punti diversi, senza però arrivare a distanza di lancio, esibendo ora modi spavaldi ora finte paure, in un tentativo di scompaginare la disposizione dei reparti, per poter assalire unità staccate. Ma nessun gesto temerario produsse breccia nella coesione, e un decurione di cavalleria, che aveva osato spingersi troppo avanti ed era finito trapassato di frecce, convinse, col suo esempio, gli altri a rispettare gli ordini. Tiridate, al calar della sera, ripiegò.